Wednesday, October 27, 2010

Big Guy In Teh Film Troy

Reflections post Salone del Gusto

Oggi riflessioni finali sul S.G dopo le varie top ten e top five dei giorni scorsi. 
Sui vari food blog è da giorni che imperversano critiche, complimenti, chi dice che non è più quello di una volta (ma c'è mai qualcuno che non lo dice?!), chi dice che mancavano alcuni stand fondamentali, chi critica il costo del biglietto in rapporto all'offerta, chi dice che stà già comprando i biglietti per la prossima edizione. Insomma è tutto una via vai di commenti, alcuni, come sempre, interessanti ed altri meno (addirittura c'è chi dice "io non ci andrò mai" Ma perchè poi? Mah..).
Insomma dopo tutto questo gran parlare ho pensato di mettere in ordine le mie riflessioni e di dire anche io come l'ho trovato questo Salone del Gusto, tanto per non farci mancare punti di vista :-)
Partendo dalla location, dettaglio non poco importante secondo me ,  io, sinceramente, trasferirei il tutto a Milano e questo per dei semplici motivi: prima di tutto perchè Milano è più comoda per tutti (produttori nazionali ed internazionali) e poi perchè offre degli spazi espositivi più belli e meglio organizzati. Mi spiego meglio, il Lingotto essendo una ex fabbrica Fiat è piuttosto bruttino e nel cibo la presentazione ha la sua bella importanza: è vero che la presentazione la fa lo stand in sè e non la fiera, ma anche una costruzione più bella e ideata apposta per questi tipi di eventi può far la differenza. Chi visita la nuova Fiera di Milano non può che non rimanere affascinato dalle geometrie e dal gioco di trasparenze ideato da Fuksas, esperienza che non si può certo provare si quando visita il Lingotto. Altro punto a sfavore del Lingotto è la its location: To get there, literally walk through the city (not really the best for those who do not know but even for those who live there I suppose) while the Fiera di Milano is conveniently located near the motorway and ring road. Last detail, I would say "strategic", the future Milan Expo will take place exactly in the fair area and the theme of the Expo will be nothing less than "feed the world" in logic foodiana very slow. . So why can not begin to combine it all?
Turning to the organization of the SG does not have much to say, I think it was very good and I also appreciated the times apertura e chiusura oltre ai provvidenziali punti di raccolta differenziata dei rifiuti. Quello che poi ho trovato veramente entusiasmante è stata la totale applicazione della teoria slow foodiana in un contesto fieristico dai grandi numeri, che di per sè ha poco di slow (e molto di fast): la scelta degli orti biologici come aiuole d'ingresso, le conferenze su innumerevoli temi, la cura per ogni dettaglio per far passare l'idea che "no non è un'utopia, si può veramente vivere e mangiare meglio", la vendita delle bottigliette dell'acqua Lurisia a soli 0,50 centesimi e non ai soliti 1,50 delle fiere, tutto era in perfetta coerenza petriniana.
As for prices, I can only say that € 20 figure which I find a honest to spend on such a gargantuan spectacle and € 10 for a cooked lunch with the Slow Food is just € 10 well spent. Then in some banks (especially the street food) prices were a little greedy, this is true but I do not however the case to mount a case " by insane prices .
Last but I think that absolutely the most important is that I found simply brilliant idea to make a great dinner, post Fair ( It advances to me? ), in which many great names of European cuisine were asked to use the products developed by Fair, so do not throw them away. The dinner was actually a real happening and chefs had the task of creating new dishes to date, including the requirement to use only those stocks.
A big clue that you can change attitudes, but only thanks to a strict consistency.


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